Circolo cittadino di Bolzano - Stadtklub Bozen

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La storia del Circolo

I PRIMI 50 ANNI DEL CIRCOLO CITTADINO


Orgoglio, soddisfazione e futuro sono le parole piu' idonee per esprimere cio'che si prova nel festeggiare il primo mezzo secolo di vita del Circolo Cittadino di Bolzano.
Questo libro riesce a raccogliere solo alcuni frammenti di storia che vogliono documentare almeno una parte della copiosa attivita' e alcune testimonianze che hanno contribuito a tenere vivo, giorno dopo giorno, questo importante punto di aggregazione.
Dalle pagine di questo volume emerge lo spirito di un'associazione che,nonostante alcune difficolta',e' riuscita ad affermarsi perseguendo le finalita' ed i valori statutari.
Ai soci, consiglieri e miei predecessori va il merito ed il riconoscimento di aver costruito e coltivato quella che oggi puo' essere considerata una vera e propria istituzione cittadina. Attraverso innumerevoli e pregevoli iniziative culturali e ricreative tenutesi nel tempo, in luoghi d'incontro prestigiosi (villa Boscoverde, palazzo Campofranco, Rathauskeller municipale) si e', senza presunzione, sviluppata una proposta di integrazione ed elevazione socio-culturale.
La stima e l'amicizia sono stati ieri e saranno domani gli elementi di forza per consolidarsi sempre piu' nel contesto territoriale ed e' con questo spirito che auguro al Circolo Cittadino-Stadtklub Bolzano-Bozen di puntare con convinzione al traguardo dei cento anni facendo anche affidamento sull'impegno e coinvolgimento delle giovani generazioni.
Il Presidente
Enrico Valentinelli


LE SEDI:

VILLA BOSCOVERDE

La prima sede del Circolo Cittadino è stata villa Boscoverde. Fu costruita nel 1898, conosciuta come "Zeltnerheim", acquistata dai Bauer-Grünwald (donde l'appellativo di Boscoverde), i ben noti albergatori di Venezia (grand hotel Bauer). Passò in proprietà successivamente alle sorelle Magno, imparentate con i Bauer. All'inizio degli anni Cinquanta la signora Nives Magno, ne fece dono alla principessina Maria Beatrice di Savoia. In "Alto Adige e Savoia" (2007) lo ricorda Waldimaro Fiorentino, che riporta i termini dell'intavolazione (avvenuta il 16 dicembre 1952) in favore della "Principessa Maria Beatrice di Savoia, figlia di Umberto, conte di Sarre", un espediente poco elegante per citare l'ultimo Re d'Italia. Maria Beatrice abitò a villa Boscoverde
assai poco. Era una bambina quando vi apparve per la prima volta (era nata il 2 febbraio 1943), ed a Bolzano non aveva amichetti con i quali intrattenersi, tolta la piccola Francesca Witzmann, figlia del custode e giardiniere. Durante le sue poche presenze a villa Boscoverde si organizzarono incontri con giovani e personalità bolzanine, ma Maria Beatrice avvertiva l'estraneità di questa situazione e preferì andare a vivere altrove. Fu così che villa Boscoverde fu presa in affitto dal Circolo Cittadino che si era nel frattempo costituito. Poi la villa fu venduta, e il Circolo dovette traslocare.


PALAZZO CAMPOFRANCO

Il palazzo fu costruito intorno al 1760 dalla famiglia Mayrl sull'area dell'antica residenza e sede amministrativa dei banchieri e commercianti d'origine fiorentina de' Rossi-Botsch, appassionati mecenati in Bolzano nel corso del Trecento (si debbono loro tra l'altro gli affreschi nella chiesa dei Domenicani). Lo eressero i costruttori civici Christian e Franz Aigentler. Nel 1848 il palazzo fu acquistato dall'arciduca Ranieri d'Austria, vicerè del Lombardo-Veneto, quando, in seguito ai moti rivoluzionari milanesi, lasciò quella capitale e si trasferì a Bolzano, ove morì nel 1853. Aveva sposato Elisabetta di Savoia-Carignano, sorella di re Carlo Alberto di Savoia. La sua lapide si trova in duomo, nell'ambulacro dietro l'altar maggiore. Il palazzo prese il nome dai principi di Campofranco, dei quali citiamo Enrico, morto a Caldaro nel 1924, sposato con la contessa Maria Raineria von Waideck, figlia dell'arciduca Enrico d'Austria, morta a Gries nel 1936. Scrisse a questo proposito "La Provincia di Bolzano" il 18 febbraio 1936 che la 74enne "defunta principessa
(...) aveva vaste tenute nei dintorni di Caldaro ed era tra l'altro proprietaria del palazzo Campofranco, attualmente sede del Comando di Divisione, era figlia dell'Arciduca Enrico d'Asburgo e nipote dell'Arciduca Rainero e di sua moglie Elisabetta, principessa di Savoia Carignano". Attualmente il palazzo è proprietà dei conti Kuenberg.


LA CANTINA MUNICIPALE

La piazza del municipio sorge sull'antico fossato orientale della città, spianato dopo il 1277. Al centro sorgeva un'antica chiesetta dedicata alla Trinità, fatta costruire da Nikolaus von Vintler nel 1396, soppressa da Giuseppe II e abbattuta nell'Ottocento per ampliare la piazza. Dove ora è il municipio al tempo del borgo medievale sorgeva la torre dei Vanga, a difesa della porta orientale della città e del castello vescovile, distrutto da Mainardo II nel 1277. L'attuale palazzo municipale è stato progettato da Karl Hocheder di Monaco, insieme all'architetto civico Gustavo Nolte, e realizzato nel 1908, all'epoca del sindaco Julius Perathoner (in precedenza il municipio si trovava al numero 30 di via Portici), che amministrò Bolzano per ben 27 anni, fino al 1922. Sotto la torre del municipio si scende nel "Rathauskeller", costruito seguendo una tradizione germanica, che vuole questa convivenza tra ufficialità e luogo d'incontro popolare. Il "Rathauskeller", ossia "Cantina municipale", fu realizzato in Jugendstil ed affrescato da Albert Stolz (1875/1947). Su una vasta parete è chiaramente leggibile, anche se in parte deteriorata (più che di un affresco si tratta di una più fragile pittura su parete) una composizione che riproduce un incontro conviviale tra bolzanini eminenti, tutti identificati, agli albori del secolo scorso. La cantina municipale aprì nel novembre del 1912. Negli anni servì come ritrovo. Un'inserzione pubblicitaria nella "Provincia di Bolzano" del 25/11/1939 informava così: "Oggi sabato 25 novembre Riapertura della Taverna Municipale - concerti e danze - prezzi invariati - Tutte le domeniche e feste tè danzante dalle 16,30 alle 19 - La direzione". Tra le due guerre i locali hanno ospitato varie edizioni della mostra-assaggio dei vini tipici altoatesini, più volte visitate dall'allora ministro dell'agricoltura Marescalchi. Durante la seconda guerra mondiale servì come rifugio antiaereo.

Il quotidiano "der Tiroler" scriveva il 20 aprile del 1921 che "nelle belle antiche stanze dell'albergo Kaiserkrone, nelle quali trovarono ospitalità papa Pio VI e l'imperatore Francesco Giuseppe, dal 17 aprile trova sede il 'Circolo Sociale'. Il giornale 'La Libertà' di Trento definisce i locali come i più eleganti di Bolzano". E', questo, il primo accenno ad un circolo italiano a Bolzano. Successivamente, sempre negli anni Venti, fu fondato il "Circolo Unione Savoia" che trovò sede in piazza Vittorio Emanuele III. (all'inizio dell'attuale passaggio tra piazza Walther e via Grappoli) ove si eseguivano tra l'altro anche concerti. Citiamo dalla "Provincia di Bolzano" dell'11/10/1936 che al "Circolo Savoia" aveva suonato per beneficenza a favore della San Vincenzo, con grande successo, il violinista bolzanino Carlo Maria Giulini: sarebbe diventato un direttore d'orchestra di fama mondiale. Essere ammessi al "Circolo Savoia" dava una patente di distinzione, e si era citati sul giornale. Il primo novembre 1933 la "Provincia di Bolzano" scriveva che "ieri il Circolo Savoia ha tenuto la prima serata danzante della stagione". Seguiva un elenco di "signore e signorine" e di autorità.


LA STORIA

Il "Circolo Savoia" non aveva in realtà nesso col futuro "Circolo Cittadino", lo abbiamo citato perchè costituiva comunque un precedente e rispecchiava un'esigenza sentita nell'ambito della borghesia bolzanina di lingua italiana, all'epoca del tutto isolata in una città in cui si parlava in assoluta prevalenza il tedesco. Il "Savoia" cessò la sua attività con la guerra, ma fu proprio negli anni successivi al conflitto che il "Circolo Cittadino" nacque. L'iniziativa scaturì nel 1958 da un gruppo di fondatori che si era prefisso l'obiettivo di riunire la società bolzanina di ambedue i gruppi linguistici per favorire l'incontro tra i soci e svolgere attività culturale, associativa e ricreativa. Primo presidente fu il gr.uff. Luciano Miori. I soci fondatori sono ricordati in un elenco esposto nell'ingresso attuale del Circolo: Allegri dr.arch. Paolo, Bassano comm. Pietro, Belussi dr. Ettore, Benussi prof. Alberto, Bolgiani dr.ing. Armando, Bonelli rag.cav. Attilio, Buonomo dr. Vladimiro, Cadsky Paolo, Casanova dr.prof. Francesco, Cappelli rag. Danilo, Cavazzani rag.comm. Servilio, Degasperi dr.ing. Mariano, De Stefani dr.ing. Primo, Delaiti comm. Augusto, Dionisio rag.comm Gino, Disertori dr.ing. Alessandro, Donati ing.comm. Angelo, Donini geom.cav Giuseppe, Falck dr.ing. Bruno, Filippi dr. Vittorio, Fossi rag.comm. Enzo, Franchi Schönhuber Nino, Kettmeir dr. Guido, Kettmeir rag.Mario, Isotti dr. notaio Arturo, Leonardi dr.arch. Giovanni, Manfrini comm. Edoardo, Marastoni cav. Augusto, Masia dr.ing. Francesco, Matteucci dr.prof. Eugenio, Menini dr.comm Giuliano, Merlino dr. Linceo, Miori on. Luciano, Mitolo avv.dr Andrea, Moschino dr.prof. Alcide, Palvarini dr. Sandro, Pantozzi notaio dr. Aldo, Pasquali avv.dr. Tito, Pelizzari dr.ing.arch. Guido, Piazza dr. Mario, Piombo dr.ing. Luigi, Polo rag.cav. Tito, Pretz von dr. Leo, Rabbiosi comm. Giuseppe, Rabbiosi ing.Pietro, Ravelli dr.ing. Edgardo, Ruggeri dr. Piero, Scarafoni dr.ing. Vezio, Settimi dr.prof. Alessandro, Tattara avv. n.h. Vittore, Vendruscolo geom. Alberto, Ventafridda dr.ing. Vincenzo, Verdier dr. Giovanni, Viario dr. Giorgio, Wesselinoff dr.ing. Giordano, Zanardi comm. Cesare. A villa Boscoverde, sua prima sede, il circolo disponeva di due piani. Al primo piano c'era un bellissimo salone per le feste, per conferenze e cerimonie; al secondo piano un bar con biliardo e sala da gioco. Vanno ricordate due figure simpatiche: il signor Angelo Pialorsi, carabiniere in pensione, che svolgeva egregiamente la funzione di barista, e il signor Ferdinando Witzmann, custode e giardiniere. Villa Boscoverde era di proprietà delle due anziane sorelle Magno. Rimasta in vita una sola di loro, questa - nostalgica della monarchia - redasse un testamento nel quale lasciava la villa a Beatrice di Savoia (Titti), una delle figlie di Umberto Alberto Pasquali ricorda: "Iniziai a frequentare Il circolo negli anni 1963-65, quando fu stipulata una convenzione con il Circolo universitario, che era all'apice della sua storia e organizzava in città feste e manifestazioni culturali di successo. Nel 1966 entrai nel direttivo con l'amico avvocato Gigi Marastoni: si facevano riunioni solenni (tali sembravano quantomeno a noi giovani professionisti). Ricordo che per l'ammissione di un socio si ricorreva al sistema delle palline bianche e nere. Ma l'esperienza durò poco perchè la principessa Maria Beatrice decise di vendere. Diede la prelazione al Circolo cittadino e vi fu un tentativo d'acquisto da parte di un gruppo di soci, ma l'alto prezzo non consentì la formazione di alcuna "cordata"; così l'occasione sfumò e si fece avanti un privato, il prof. Italo Telchini, che la abita tuttora" (*) . La successiva sede - sempre essendo presidente Miori - fu trovata nel 1967 in palazzo Campofranco, grazie ad un accordo con i conti Kuen. Vennero presi in affitto ampi spazi al primo piano del palazzo, il piano padronale, e l'attività potè riprendere.
Tenne la presidenza per qualche anno l'on. Miori, con il Segretario Giuliano Menini, l'ing, Bolgiani, l'ing. Piombo, i fratelli Loew Cadonna. Dopo le dimissioni dell'anziano Miori (che morì novantenne nel 1975), fu presidente per qualche anno il dott. Guido Loew Cadonna, medico radiologo e forte bridgista, dopodiché fu detto il rag. Adalgiso Manfioletti, direttore amministrativo della Magnesio, che accettò con entusiasmo l'incarico, organizzando anche qualche conferenza culturale (si ricorda quella del conte Nuvoletti). E poi feste di battesimo o di matrimonio. E ancora il bridge: si diede vita a tornei con partecipazione negli anni anche di giocatori di altre città e nazioni, con presenza anche di nomi famosi e di grande lignaggio, come i principi di Lichtenstein. Pian piano il numero dei soci però diminuiva: era costituito ormai quasi esclusivamente da giocatori di bridge. Ritiratosi Manfioletti fu eletto Presidente l'ing. Lentini, costruttore edile, che con la sua diplomazia s'impegnò a trattenere i 60 soci rimasti.
"All'inizio del 1982 -riprende Pasquali - venni a sapere che il Circolo Cittadino rischiava la chiusura per carenza di soci e di entrate economiche. Mi ritrovai con alcuni amici, e lanciai l'idea di farvi il nostro ingresso per portare linfa vitale nuova. Trovai un inaspettato consenso e iniziammo una serie di riunioni senza fine; alla fine entrammo al Circolo in quasi 300, ne risanammo l'economia ed entrammo in Consiglio Direttivo con una forte rappresentanza. L'ing. Ugo Lentini rimaneva Presidente, io divenni Vice-Presidente e metà dei dirigenti erano nuovi: mi ricordo Giorgio Albarello, Carlo Alberto Valer, Marcello Avena, Marìka Carriere, Roberto Beccaro, Giorgio Buongiovanni Luisa Di Spazio, Nino Marcon, Erminio Trivellin ed altri ancora. Rimaneva segretaria Milena Sommadossi, colonna del Circolo fino agli anni 90. Obiettivo: creare un'Associazione di buon livello, che aggregasse la borghesia bolzanina sotto il profilo associativo e ricreativo, e svolgesse un'intensa attività culturale a favore dell'intera cittadinanza. I primi personaggi di fama nazionale che invitammo, furono Walter Bonatti, il famoso alpinista, e poco dopo Pieter Van Wood, cantautore (inizialmente con Carosone) e poi astrologo".
Nel novembre 1982 fu ospite il giornalista televisivo Piero Angela, molto disponibile e simpatico, che introdusse i convenuti nel mondo affascinante della scienza. Si iniziò ad organizzare una serie di dibattiti sui temi locali con i politici e i rappresentanti delle categorie economiche (Valentino Pasqualin, Marcello Ferrari, Claudio Emeri, Remo Ferretti, Christof Amonn, Gianni Brida, Giorgio Pasquali, Waldimaro Fiorentino) e il Circolo divenne punto di riferimento per le discussioni sulla situazione politica, sociale ed economica della Provincia.
Nei 1983 furono ospiti il giornalista e scrittore Luca Goldoni, amico della famiglia Beccaro, lo scrittore Carlo Sgorlon, il ministro Alfredo Biondi (conferenza su "L'ecologia nella nuova legislatura") e l'avv. Raffaele Delle Valle, difensore di Enzo Tortora.
Nel 1984 si continuò a svolgere un intensa attività culturale, con dibattiti locali e qualche personaggio di statura nazionale come Achille Bonito Oliva e Uto Ughi.
L'avvenimento che fece conoscere il Circolo alla città e che ebbe riconoscimento nazionale fu la visita del Presidente della Repubblica Sandro Pertini, salito a palazzo Campofranco per ammirare la mostra fotografica che gli aveva dedicato Francesca Witzmann. I1 presidente Lentini era assente e lo accolse Pasquali . Dopo aver visionato con soddisfazione le fotografie, Pertini uscì con alcune frasi "storiche" come: "devo togliere la pipa a Bearzot" (commissario della squadra nazionale di caìcio), "stia zitto lei, giovanotto, (rivolto al generale Da Giau, che già aveva 60 anni), sulla Bainsizza c'ero io!" Folla in via della Mostra per vedere il Presidente: s'era sparsa la voce, anche se il giornale non aveva annunciato niente (misure di sicurezza).
Vennero ancora il giornalista-scrittore Rolly Marchi ed Erich Abram (K2).
Nel 1985 si sviluppò la sinergia con altre associazioni culturali, soprattutto con il Centro di Cultura dell'Alto Adige, presieduto dal Prof Giuseppe Negri, e con la FIDAPA (Federazione italiana donne arti professioni affari). Ospiti di livello nazionale furono lo scrittore Erich Zoderer, il ministro Alfredo Biondi e Giorgio Cortenuova. Nel dicembre fu ospite del Circolo Cittadino Enzo Tortora, uscito di carcere e finalmente libero dopo i clamorosi errori dei magistrati napoletani.
"Dopo la conferenza ebbi occasione di passeggiare a lungo con lui e la sua compagna Francesca Scopelliti, in Piazza Walther e in via Laurino, durante una serata fredda, invernale: ebbi l'impressione di un uomo distrutto dal suo destino, uscito da un incubo, ma provato dalle sofferenze. Dopo tre anni mori, consumato da un tumore, frutto forse degli eventi che avevano cambiato radicalmente la sua vita"
Gemme all'occhiello del 1986 furono il cibernetico Silvio Ceccato, il giornalista Gianni Brera che ci parlò di calcio (campionato del Mondo '86 in Messico), ancora Luca Goldoni, il giornalista televisivo Nuccio Fava.
"Passai una serata, a cena, da solo, con Gianni Brera, notissimo come giornalista di calcio televisivo, ma ferratissimo in storia medioevale: discutemmo tutta la sera sul dominio dei Longobardi in Italia, di Alboino, deIl'editto di Rotari e via dicendo!"
Nel 1987, a parte i soliti dibattiti locali in politica e giustizia, il Circolo ospitò una. mostra di vignette di Giorgio Forattini e si ebbe come ospite, portato dal consigliere Umberto Russo, il sindaco di Palermo Leoluca Orlando. Personaggio "sui generis" si rivelò Antonio Craxi, fratello dell'allora Presidente del Consiglio Bettino, che aveva abbandonato l'Italia e la sua lucrosa professione di commercialista a Milano, per seguire gli insegnamenti del guru indiano Sai Babà. A fine dell'anno il Circolo ricevette una visita inaspettata: entrò l'ex-Presidente del Consiglio on. Giovanni Spadolini, che con la sua stazza "robusta" riempiva l'intero vano della porta d'ingresso.
"Ci facemmo avanti io ed il Presidente Lentini ed egli ci chiese subito "dov'è la biblioteca?" Dovemmo confessare che non avevamo alcuna biblioteca, dopodiché ci disse " un Circolo non è tale, se non ha una biblioteca!" (oggi la biblioteca esiste, anche se modesta). Altro episodio degno di nota è l'invasione" del Circolo da parte di alcuni giornalisti ed attori, dopo una partita di calcio svoltasi allo stadio Druso, per beneficenza, fra una squadra di giornalisti e una squadra di attori. Ricordo Umberto Smaila, che si sedette al pianoforte, accompagnato dagli amici e iniziò a cantare il suo repertorio. Io parlai invece con Sandro Ciotti, il telecronista di calcio dalla voce roca e metallica, che mi diede in gran segretezza il suo numero di telefono, quasi fosse il Presidente della Repubblica!"
Nel 1988, cambio della guardia: si dimette Lentini, viene eletto presidente il dott. Alfredo Bergamaschi, Vice-presidente della Cassa di Risparmio ed entrano personaggi nuovi come Paolo Bonvicini, Bruno Marchetti, Vito Saccani. Torna ad intrattenere il pubblico di Bolzano Roberto Gervaso, ormai nostro amico, viene il missionario padre Antonio Mazzuccato, vengono ancora Raffele Della Valle e Antonio Craxi.
Nel 1989 intensa attività culturale, soprattutto su problemi locali. Poi si ospitò il presidente del CONI avv. Arrigo Gattai, accompagnato dal neo-presidente della Provincia di Bolzano Luis Durnwalder. L'anno fu caratterizzato però dall'affannosa ricerca di una nuova sede. Era accaduto infatti che la contessina Kuenburg, proprietaria dei locali, diede lo sfratto al Circolo, asserendo che l'immobile le serviva per uso proprio, dovendosi sposare. Si ottenne qualche mese di proroga, ma alla fine dell'anno il Cittadino dovette uscire. Per la cronaca, l'annunciato matrimonio non era che un pretesto: i locali furono locati ad una banca austriaca, la Kreditanstalt, ad un affitto evidentemente molto maggiore.
1990: "Venimmo a sapere che Karl Schmid, l'imprenditore della Jägermeister, era disponibile a cedere la "taverna municipale", a lui locata dal Comune di Bolzano, al miglior offerente. Io e Carlo Alberto Valer andammo a trattare l'acquisto: Karl Schmid voleva 410 milioni di vecchie Lire, comprese le licenze, che francamente a noi non servivano. Discutemmo a lungo, dopodiché io e Carlo Alberto Valer, personalmente e con vaghe promesse di aiuto da parte del consiglio e dei soci, ci impegnammo per 410 milioni! Subito dopo mi ammalai, facevo i pensieri più neri: se nessuno ci avesse aiutato, avevo rovinato la mia famiglia. Appena guarito convocai il Consiglio Direttivo: 10 su 15 Consiglieri firmarono l'impegno per 25 milioni a testa e mi sentii sollevato, non solo, ma l'Assessore provinciale alla cultura dott. Remo Ferretti ci garantì l'aiuto della Provincia per 250 milioni. L'impegno fu mantenuto e lo ringraziammo. Poi, preso da smania di attivismo, feci firmare a ben 150 soci l'impegno a pagare 2 milioni ciascuno ove fosse stato necessario. Promuovemmo una massiccia campagna di iscrizioni e nel febbraio 1990 si ebbe la cerimonia inaugurale della nuova sede, con la presenza delle Autorità (il Commissario del Governo Urzì, il Vice-Presidente della Provincia Ferretti, il Sindaco Ferrari) e di ben 300 persone.
Poco dopo fu convocata l'Assemblea e Pasquali eletto presidente. Il consigliere arch. Alberto Sulligi trasformò in una bella sala accogliente il vano-rudere, che aveva lasciato Karl Schmid (c'era addirittura la roccia nuda sulle pareti) ed oggi quella sala viene utilizzata per mostre d'arte e il gioco del bridge. Ospita anche la nostra piccola biblioteca, da cui si possono prendere a prestito ottimi film in VHS. In breve tempo le finanze del Circolo furono risanate e si riprese l'abituale attività culturale e ricreativa: vi furono molti dibattiti di carattere locale e fu ospite la giornalista bolzanina, ma ormai di carattere internazionale, Lilli Gruber, che parlò dei suoi "giorni a Berlino".
Alla fine dell'anno 1990 vi fu la gradita visita di Marta Marzotto, regina dei salotti mondani, portata dalla infaticabile Francesca Witzmann. La Marzotto presentò un suo libro: Finestra in Piazza di Spagna", intrattenendosi poi amabilmente e simpaticamente con le signore presenti.
Nel 1991 l'attività fu intensa sia sotto il profilo culturale, che sotto quello associativo. Degni di rilievo gli incontri con Pier Luigi Siena, Mario Cervi, Fabrizio Del Noce, Diego Della Palma, Isabella Bossi Fedrigotti e Roberto Gervaso. Alcuni di questi nomi già apparsi in passato, altri in procinto di tornare: si tratta insomma di personaggi eminenti che nel Circolo si sono trovati bene e che - nuovamente invitati - sono felicemente tornati.
Nel 1990 subentrò alla presidenza Giorgio Albarello, che avrebbe gestito il Circolo per quattro anni. Si ebbero ben 37 manifestazioni culturali, ovvero in media, esclusi luglio ed agosto, una manifestazione alla settimana. Ci furono dibattiti su argomenti politici, economici e sociali della città; il Circolo ebbe ospiti come il Presidente della Provincia Luis Durnwalder, lo scrittore Paolo Scandaletti , il prof. Diego Fontanari (famoso neurologo) e l'attore Andrea Castelli. Furono fatti incontri con la gastronomia e i prodotti tipici dell'Alto Adige, grazie a Luisa Spagnolli-Ferretti, nonché con il Teatro Stabile di Bolzano e con i suoi protagonisti; dibattiti su "Bolzano verso il 2000" e "quando l'università a Bolzano"?
Il 1992 è da ricordare anche per un acquisto preziosissimo: accettò di gestire il bar ed il ristorante interno il cuoco Salvino, ferratissimo nel suo settore, che è ancor oggi al suo posto e che è una colonna insostituibile del Circolo.
Arriviamo così al 1993: meno manifestazioni ma più qualificate. Basta scorrere alcuni tra i nomi principali: Luca Goldoni, Luciano De Crescenzo, Diego Della Palma, Roberto Gervaso, Giorgio Bocca e Mario Cervi, direttore del "Giornale". Entrò nel direttivo anche Luigi Spagnolli, allora capo-gabinetto del Sindaco, che poi divenne Sindaco a sua volta.
Nel 1994 furono prese molte iniziative di carattere locale: si parlò per esempio ancora dell'università di Bolzano. Furono ospiti Maria Falcone, sorella del giudice Falcone, assassinato dalla mafia, ospitata dal notaio Umberto Russo, poi vi furono incontri con gli attori teatrali Antonio Salines e Glauco Mauri.
Nel 1995 molti incontri con attori e pittori e altri dibattiti su temi locali. Non ci furono personaggi conosciuti a livello nazionale, ma le cose più rilevanti furono le gite culturali a Verona, Mantova e Brescia.
Nel 1996, dimessosi Albarello, fu eletto Presidente Sandro Palvarini, persona molto nota in città. Molto attivo il consigliere Ettore Frangipane, che organizzò numerose manifestazioni culturali, tra l'altro anche una serie di appuntamenti musicali (cassette concesse dalla RAI) dedicati al pianista Arturo Benedetti Michelangeli. Personaggi di grande rilievo, furono la scrittrice Dacia Maraini, lo psicologo Carlo Marchi, il professor Valentino Breitenberg, il telecronista Bruno Gattai.
Il 1997, sotto la stessa presidenza, fu un anno intensissimo, in cui furono battuti tutti i "record": ben 73 manifestazioni! Un vero "boom". A parte la martellante attività culturale di carattere locale, dobbiamo ricordare gli ospiti di rilievo nazionale: Tinto Brass, Irene Pivetti, Carlo Ripa di Meana, Enzo Biagi, Carlo Nordio, Gherardo Colombo (Mani Pulite!), Alfredo Biondi, Vittorio Sgarbi, Isabella Bossi Fedrigotti, Mimmo Candito.
"Io personalmente ricordo i miei incontri a quattr'occhi con Irene Pivetti, presuntuosa e un po' arrogante, e con Vittorio Sgarbi, che dopo la presentazione di un suo libro nella gremitissima sala del Circolo (con molta gente in piedi), si intrattenne con le signore presenti portandone alcune a spasso per le vie di Bolzano sino alle ore piccole. Il guaio è che il giorno dopo egli doveva essere alle 9.30 all'auditorium del Rainerum per un dibattito politico, e si presentò, bello riposato, a mezzogiorno! Alla fine dell'anno un momento di tristezza: scompariva, vittima di un inesorabile tumore, Milena Somadossi, la segretaria per eccellenza, insostituibile colonna del C.U.C. (dal 1946 al 1958) e del Circolo Cittadino (del 1980 al 1992). Ebbi modo di parlare con lei, a casa sua, due giorni prima che morisse. E' da ricordare la sua bontà, la sua umanità, la sua disponibilità, la sua efficienza".
1998: Uscito di scena Palvarini fu eletto presidente il notaio Luciano Tisot, che mantenne la linea del Circolo, alternando serate goliardiche ad attività culturali sempre molto numerose. Ospiti dell'anno: Valentino Breitenberg, Giorgio Dobrilla, Lina Sotis, Ennio Chiodi, Franca Fadini (vedova del grande Totò), Francesco Moser, Folco Quilici, Paola Gassman e Ugo Pagliai. Da ricordare le gite culturali a Ferrara (Palazzo dei Diamanti) per ammirare una mostra di impressionisti e a Treviso (Ca' dei Carraresi) per la mostra "da Van Gogh a Bacon".
Nel 1999 furono ospiti del Circolo il giornalista RAI Maurizio Struffi, l'avv. Raffaele Della Valle, il presidente del Museion Pierluigi Siena, l'attore cinematografico Fabio Testi. Il motore delle manifestazioni culturali divenne il Vice-Presidente Paolo Campostrini, giornalista dell'Alto Adige.
2000. Dimessosi Tisot per ragioni professionali, fu nominato presidente il geom. Emiliano Carlet, pubblicitario, che lanciò il rapporto con il mondo economico. Si fece una distinzione fra i vari settori di attività sociale: concerti di musica leggera e concertistica, serate dedicate ai viaggi (Franco Gionco, Umberto Russo e Luca Marastoni), incontri con i grandi personaggi (fra questi il sociologo Sabino Acquaviva ed Enzo Biagi, incontri con l'arte e dibattiti su temi locali.
2001: Personaggi ospiti del Circolo. Enzo Braschi, Tone Valeruz, Lilli Gruber, con molti dibattiti di carattere locale, (incontro vivace fra gli onorevoli Franco Frattini e Gianclaudio Bressa)
Nel 2002 vi furono incontri con Tone Valeruz, Padre Antonio Mazzucato, Antonio Craxi, Raffaele Dalla Valle, Don Antonio Mazzi, Diego Fontanari, Gustavo Raffi (Gran Maestro dell'Ordine del Grande Oriente d'Italia) ma soprattutto vi furono le gite del Circolo a Bergamo ("Sei secoli di grande pittura europea") e a Mantova ("Gonzaga, la Celeste Galeria").
Nel 2003 grandi personaggi ospiti del Circolo furono il sen. Giulio Andreotti, (molto simpatico, si mise a raccontare un episodio di quando era sottosegretario di Alcide De Gasperi), la giornalista Lilli Gruber, il Prof. Arturo Osio, la scrittrice e giornalista Isabella Bossi Fedrigotti, il giornalista Lorenzo Bianchi. Decedeva il gen. Aldo Da Giau, una delle colonne del Circolo nei difficili anni di transizione 70-80 e poi tesoriere fino agli anni 90. E' giusto ricordarlo per il grande contributo che ha dato e per la sua grande serietà!
Nel 2004 vi fu un anomalo ritorno di Alberto Pasquali alla Presidenza del Circolo, dopo 12 anni, e del "motore della cultura" Ettore Frangipane. Consiglio in parte riconfermato, in parte nuovo: Carlet, Witzmann, Zamai, Fable, Valer, Beccaro, Campostrini, Marastoni, Zamunaro, Viganò, Simona Kettmayr, Faggionato ed una segretaria nuova di zecca: Sigrid Plattner. Altra elevata valanga di manifestazioni: ben 56, secondo l'elenco inviato alla Provincia per il contributo annuale. Fra gli ospiti illustri, a parte i soliti ciclisti per la presentazione del Giro d'Italia (Francesco Moser, Gianni Motta), Tone Valeruz, Stefano Bizzotto, Marco Bernardi, Maurizio Ferrini, ma tenne banco l'istituzione del Premio "il Cittadino" su iniziativa di Ettore Frangipane (un riconoscimento per i bolzanini che si siano resi protagonisti di meriti particolari), che - per questa sua prima edizione - fu consegnato a Giorgio Cagnotto, grande tuffatore del passato, padre dell'attuale campionessa Tania Cagnotto.
Alla fine dell'anno, una triste notizia: l'improvvisa scomparsa di Roberto Beccaro, giovane avvocato nel pieno del suo successo professionale, per dieci anni consigliere del Circolo.
Nel 2005 si seguì lo stesso indirizzo, con un ulteriore aumento delle manifestazioni (ben 71!). A parte i dibattiti locali e le feste fra i soci, furono ospiti illustri Isabella Bossi Fedrigotti, la duchessa Marina Ripa di Meana, Andrea Castelli, il regista Tinto Brass, Roberto Gervaso.
Il secondo premio "il Cittadino" fu conferito al baritono bolzanino Gian Giacomo Guelfi.
Nel 2006 si dimette Pasquali, e si arriva ad una piccola rivoluzione interna: si coinvolse nell'organizzazione del Circolo un gruppo di giovani (Elena Artioli, Giuseppe Salghetti, Simone Patat, Amedeo De Scander e Heinrich Guggenberger), mentre presidente viene nominato il Presidente della Federazione Regionale di Confindustra e Vice-Presidente della Cassa di Risparmio spa Enrico Valentinelli, coadiuvato da alcuni vecchi consiglieri. Grandi feste organizzate per la gioventù bolzanina dal Gruppo Giovani coordinato da Elena Artioli, con centinaia di presenze. oltre alle numerose manifestazioni di carattere locale, furono appuntamenti rilevanti la consegna del Premio "Il Cittadino" all'ing. Michele Lettieri, cui Bolzano deve la sistemazione del greto del Talvera, già sassoso, oggi tutto un grande prato con ciclabili, campi sportivi ed altro. Vi furono incontri con il criminologo Francesco Bruno e con l'alpinista Tone Valeruz , ed una quantità di altre interessanti occasioni di ritrovo nei campi più disparati, con eventi musicali, teatrali, di carattere sociale e con moltissimi libri presentati in anteprima direttamente dagli autori.
Da non scordare l' appuntamento ormai divenuto di prammatica riferito alla presentazione del Giro d' Italia, manifestazione organizzata sempre con grande passione e coinvolgimento da Alberto Pasquali e da Carlo Bosin, tifosi del ciclismo non certamente "da poltrona".
Nel 2007 si è continuato con gli stessi obiettivi: più occasioni di aggregazione fra i soci, intensificarsi di attività ricreativa. Fra gli ospiti di spicco, Emanuele Filiberto di Savoia, l'on. Daniele Capezzone e la senatrice Helga Thaler Ausserhofer, per un qualificato incontro sulle prospettive dell' economia. S'è tenuto anche l'applauditissimo concerto country di un personaggio molto conosciuto all'estero ma non in Italia, Flavio Delladio, un funambolo della chitarra, presentato dalla caleidoscopica Heike Müller. Da ricordare per la sua unicità il cabaret "Tingel Tangel", di Karl Valentin, presentato da un ensemble di eccezionale bravura, ed abbinato, nel suo svolgimento, ad un' originale "cena bavarese". Fu mantenuta la tradizione del premio "Il Cittadino", assegnato al geometra Guido Ferrari, comandante dei vigili del fuoco di Bolzano, che narrò tra l'altro del suo intervento in val di Fiemme per la tragedia della diga di Stava.
Altra nota interessante fu la "esportazione" dell'attività culturale in un Duomo affollatissimo. Il Circolo sponsorizzò infatti la prima esecuzione della Messa da Requiem in suffragio di John F.Kennedy. Musica del bolzanino Antonio Busellato, direttore, soli, coro e orchestra tutti rumeni, tolto il baritono trentino Walter Franceschini.
Sempre nel corso dell' anno 2007 il Circolo Cittadino, dietro pressante sollecitazione del Presidente Valentinelli e del Consigliere Viganò, ma con l' immediato ed unanime consenso di tutto il Direttivo e dell' Assemblea, ha concretizzato un ulteriore aspetto del proprio oggetto sociale : la solidarietà.
E' stata infatti adottata a distanza una bimba di 4 anni, Salha Mustafa Maulid (foto), che vive con la famiglia in un piccolissimo villaggio della Tanzania.
Nel villaggio di Mwendawima mancano del tutto acqua, corrente elettrica ed in parte i primari mezzi di sussistenza: la condizione non è quindi di assoluta emergenza, ma di povertà diffusa, sempre al limite della crisi.
Grazie all' aiuto donato tramite l' adozione a distanza, Salha si vede garantita ogni giorno la possibilità di avere cibo e medicine, ma anche di frequentare la scuola con adeguati materiali didattici ed educativi : la piccola Salha è un nuovo e particolarissimo iscritto alla nostra Associazione.
Nel 2008 è continuata la consueta attività. Nei primi tre mesi, di particolare rilievo l'incontro con l'esperto di affari internazionali dr. Giorgio Casadei avente come tema "La potenzialità del mercato cinese" e l'incontro-dibattito con il Presidente dell'Istituto Farmacologico Negri, il noto prof. Silvio Garattini.
Con inizio aprile la struttura del Circolo è stata consegnata al Comune per l'avvio dei lavori di ristrutturazione; per mantenere il contatto con i soci l'attività si è prevalentemente focalizzata all' esterno con la visita al prestigioso museo Segantini in Sankt Moritz. e a Venezia Palazzo Grassi in occasione della mostra "I tesori dei barbari.


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Questo il passato, un avvio di mezzo secolo nel quale è giusto ricordare che il Circolo ha ospitato e in parte ospita tuttora nella sua sede altre associazioni, come il Centro di Cultura per l'Alto Adige, la F.I.D.A.P.A (Federazione italiana donne arti professioni affari), l'Associazione bridge (legata alla Federazione italiana), e vede tra i propri Associati anche primarie Aziende, protagoniste dell' economia nazionale ed internazionale come Thun spa, Wuerth spa, IVECO spa, Cassa di Risparmio spa, Banca di Trento e Bolzano, Le Generali spa, Itas Assicurazioni spa, Azienda Energetica spa.


Mentre questo libro e' quasi pronto per essere dato alle stampe ed i lavori di ristrutturazione della sede del Circolo sono in corso d'opera possiamo programmare,per settembre p.v., la ricorrenza del 50° anniversario alla presenza dei soci e della autorita' con la convinzione di dare avvio ad un nuovo stimolante ciclo partendo da un'esperienza consolidata nei primi 50 anni.


I RICORDI DI UNO DEI FONDATORI: Alessandro Disertori

La difficoltosa gestazione, la successiva nascita con le sue difficoltà iniziali ed il definitivo anche se tardivo reale inserimento del Circolo Cittadino di Bolzano nel mondo socio-culturale di questa città, a quei tempi ancora difficilmente qualificabile perché inedito soprattutto politicamente, in fondo rappresentano, nel loro insieme, un esempio da manuale della assoluta peculiarità della Provincia omonima.
La sconfitta della Germania e dell'Italia, la fine delle due relative dittature e la conseguente nascita, dopo una guerra perduta, di una Regione ampiamente ad autonomia integrale, sulle prime aveva ottenuto un ampio consenso anche nel miniuniverso autoctono sudtirolese, profondamente cattolico. Questo sentimento era comprensibile perché basato sulla semplice constatazione di come i cittadini confratelli siti a Nord del Brennero stessero invece pagando duramente la disfatta che, in realtà, non era la loro, e soprattutto anche del modo con il quale essi venissero trattati da chi li aveva battuti sul campo, con una ulteriore possibilità tutt'altro che remota, per lo meno in quel momento, che la stessa Vienna finisse per precipitare nel gorgo sovietico.
L'intellighenzia atesina locale, formata da un folto gruppo di personaggi di ottimo spessore, per di più anche affidabili e moderati, pur disperando di potersi riunire in un tutto unico con i fratelli tirolesi del Nord e dell'Est, sulle prime aveva giudicato l'Accordo Gruber-Degasperi una soluzione decisamente accettabile, ovviamente però se applicato a dovere.
L'atmosfera di collaborazione e di convivenza etnica quasi idilliaca creatasi da tale situazione di fatto era, tuttavia, destinata a durare praticamente lo spazio di un mattino. Infatti il rifiorire anticipato dell'Austria come Nazione libera, la cortina di ferro spostatasi stabilmente verso oriente e, purtroppo, la malavoglia e la ritrosia del Governo e dei Cittadini italiani stanziali a voler onorare appieno ed in modo tempestivo il Patto firmato dai due Paesi garanti, stavano gettando acqua ghiacciata sui loro iniziali entusiasmi di sinceri ben pensanti e benzina sul fuoco degli sciovinisti dei due gruppi etnici.
Verso la metà degli anni '50, a conferma di questa poco lieta realtà, iniziò sui giornali di lingua tedesca d'Oltralpe, quelli svizzeri in prima linea, una sottile ma penetrante campagna anti-italiana, ipercritica su come Roma gestisse la questione sudtirolese. Essa si adattava perfettamente ad una contemporanea ben orchestrata politica di proteste e di richieste della Bolzano sudtirolese. Alcune di esse onestamente erano del tutto legittime, ma molte altre erano invece gratuite e, comunque fatte decisamente sopra le righe, con l'evidente intento di mettere in difficoltà l'Italia.
Chi scrive queste righe, impegnato in quegli anni alla realizzazione di una diga, cuore di un gigantesco impianto idroelettrico internazionale sul Reno, aveva insistentemente messo sull'avviso su quanto stava verificandosi nel mondo della stampa tedesco nei riguardi di Bolzano, chi avesse a che fare veramente con la politica e l'autorità atta a rintuzzare con successo tale campagna. Il risultato fu mortificante. Un onorevole democristiano di origine veronese arrivò al punto di vedere solo stupidità in quelli che avessero preso in considerazione tali notizie, essendo certo che, con la buona stagione, i Tirolesi avrebbero smesso di lamentarsi ed avrebbero ripreso tranquillamente a gestire le loro ghiotte attività turistiche, e tutto sarebbe ritornato nella normalità. Fu sottovalutato anche il significato del Los von Trient, preludio del Los von Rom. E vennero le bombe.
Questo è pertanto il quadro nel quale si era intanto maturata, come indilazionabile ed evidente, la necessità, del tutto logica ed altamente civile, principalmente a favore del ceto intellettuale, dì creare un Circolo cittadino di cultura e di ritrovo sociale, nel quale potessero anzitutto trovare finalmente posto, alla pari, le due etnie e le rispettive culture. L'iniziale gruppo de personaggi che avevano preso a cuore questo disegno ed intendevano realizzarlo, tutti senza eccezione assolutamente degni ed attenti a mantenerlo all'ordine del giorno della città fino in fondo, erano, per caso, praticamente tutti appartenenti al Rotary di Bolzano, il cui Club agli inizi era formato in grande maggioranza da soci di lingua italiana inseriti stabilmente ai vertici della vita sociale della città. La ragione di questo limitazione etnica era molto semplice. La Chiesa anzitutto era stata sempre molto dubbiosa sul Rotary International considerato elitario, e poi nato in America con sospette venature massonìche. Pertanto, allorché il Vaticano negli anni '50 decise finalmente di togliere il suo veto ai fedeli, ancorché mai dichiarato ufficialmente, il Rotary bolzanino si arricchì quasi subito di un notevole numero di cittadini di lingua tedesca, ben pochi dei quali erano, per fortuna, politicamente dei fanatici, data la loro posizione sociale e la loro considerevole ed illuminata piattaforma culturale.
Essi intuivano come assieme agli amici moderati del fronte opposto, molte cose storte od equivoche, per il tramite del Rotary, avrebbero potuto essere verosimilmente raddrizzate.
Avvenne così che per settimane e mesi , mentre si ripetevano gli attentati, l'unico luogo dove cittadini tirolesi e delle vecchie province poterono colloquiare e spiegarsi, furono unicamente le sale del Grifone. In esse i Rotariani delle due etnie furono in grado di scambiarsi pacatamente e senza ipocrisie le proprie opinioni. Così, anche se solo in parte, essi riuscirono talora a rintuzzare, usando la pura logica e la ragione, la violenza fisica e verbale degli estremisti esistenti nei due campi e Roma, una buona volta, potè conoscere molte delle verità anche scomode, che i rappresentanti locali, nella foga di voler dilazionare in modo miope gli impegni presi dal Paese, non erano stati in grado di comunicare al Governo.
Tornando al Cìrcolo, obiettivamente il momento scelto per crearlo con le caratteristiche, nel caso specifico molto ambiziose, era certamente il meno indicato possibile, con l'aggravante che alcuni componenti del gruppo proponente, pur essendo tutti di specchiata integrità morale, erano rimasti ancora del tutto impermeabili a voler riconoscere come il ventennio fascista fosse finito per sempre. Si dimenticava le ignobile violenza morale subita nel passato con le opzioni, la proibizione dell'uso della lingua tedesca, e certe meschine limitazioni su molte delle tradizioni locali. Le intempestive sparate nazionalistiche, fatte in lungo ed in largo da alcuni componenti del comitato promotore avevano vanificando quasi del tutto gli sforzi di chi scrive, dell'ing. Piombo, del prof. Casanova e di alcuni altri. Questo voleva dire che quasi certamente uno dei fini prefissati, forse il più importante, vale a dire quello della realizzazione di un centro stabile di cultura e di distensione, di tipo inglese, per le due etnie, sarebbe fallito già fin dagli inizi. Anche certe mogli, purtroppo, fecero la loro parte
Fatto sta che dopo una prima fugace visita, Walter Amonn, ad esempio, Walther von Walther, Max Staffler, Hans Roessler ed altri ancora, non si fecero più vedere.
La scelta della sede in villa Boscoverde, era apparve molto felice e di ottimo livello. Beatrice di Savoia. l'aveva avuta in eredità da una accesa monarchica. Per poterla affittare al Circolo, lei l'aveva vuotata della maggior parte del mobilio, formato anche di pezzi di valore, dando l'incarico di immagazzinare il tutto ad uno specchiato gentiluomo, allora segretario del Rotary, il conte Costanzia di Costigliole. Anche lui monarchico, aveva dato le dimissioni da colonnello subito dopo l'avvento della Repubblica. La principessa vendette villa Boscoverde lasciando senza sede il Circolo, e il povero Costanzia si ritrovò costretto a pagare l'affitto del magazzino nel quale aveva riposto l'arredamento, non venduto, dei locali. Essendo in qualche ristrettezza economica, Costanzia chiese allo scrivente di parlare con Umberto di Savoia e di pregarlo di risolvere il caso. Fece questa richiesta, sapendo che la cognata dello scrivente, Maria Luisa Pallavicino, sorella della moglie, era la dama di compagnia di Maria Pia di Savoia a Cascais, dove era rimasta ancora per qualche tempo, ospite del ex Re, anche dopo il matrimonio della giovane principessa.
Lo scrivente era impegnato in un importante cantiere per una diga sul fiume Duero, sito a monte di Oporto, e quindi sia da solo che con la moglie doveva recarsi molto spesso in Portogallo. Accettò l'incarico per favorire un amico in difficoltà ed ebbe così il piacere di riscontrare un atteggiamento di cordialità e di comprensione, privo di ogni animosità, in Re Umberto. E', lo scrivente, un ferreo repubblicano, ma non potrà mai dimenticare la impeccabile cortesia dell'ex sovrano il quale, ogni volta che egli andava a trovare la cognata, soleva intrattenersi poi con lui. Era più che commovente accorgersi che questi, ad ogni visita, prima di riceverlo avesse studiato a fondo i problemi del momento inerenti al Trentino Alto-Adige, e quindi fosse profondamente al corrente di tutto e lo intrattenesse a lungo in un'amabile ed intelligente conversazione.
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Tornando al Circolo e ai suoi problemi, è chiaro che esso perse subito la sua vera ragione di essere, cioè di rappresentare un attutivo tratto dì unione fra due mondi culturali e sociali e di ridursi, almeno per quel periodo, ad essere un modesto club di bridgisti, e così il Circolo restò per qualche tempo nelle mani della parte nazionalista dei cittadini italiani.
È quindi grande merito dei soci che si sono poi succeduti in seguito nella sua gestione, che il Circolo cittadino, trasferitosi dapprima a Palazzo Campofranco e quindi, e questa volta definitivamente, in via Grappoli, l'essere riusciti a trasformarlo con vera passione, un po' per volta, in un autentico Circolo culturale, con una impostazione non di parte, quindi non riduttiva ed aperta a quanti lo volessero, confermandosi finalmente come un punto fermo nelle attività socioculturali di Bolzano, al di sopra della lingue, della politica e degli interessa particolari:
Allo scrivente oggi piacerebbe rivedere le facce dei vecchi amici, e tali lo erano veramente malgrado qualche differenza di opinione, che allora si mostravano scandalizzati e nello stesso tempo anche meravigliati del fatto, ad esempio, che i suoi figli parlassero correntemente il tedesco, pur frequentando le scuole di lingua italiana e che, come i loro genitori, trattenessero contemporaneamente profonde amicizie con famiglie delle due etnie.
Ora di certo sarebbero loro chiare finalmente le ragioni per le quali anche adesso che vivono lontani da Bolzano, siano sempre fieri di sentirsi ancora autentici figli di quella città, esattamente la stessa odierna fierezza dei figli del vecchio Tattara, del notaio Isotti e di molti altri. Essi capirebbero anche il perché questi ultimi abbiano sposato senza remore ragazze sudtirolesi, altrettanto fiera di averlo fatto, e cerchino di impedire, come succede da secoli in Isvizzera, che nessuna etnia riesca ad avere la meglio sulle altre, in una cornice di collaborazione, di tolleranza e di coraggio civile. Nelle sale del Circolo Isabella Bossi Fedrigotti, Lilli Gruber, Joseph Zoderer ed altri hanno presentato i loro libri ad un pubblico composito ed attento. Altri sicuramente lo faranno. E' stato invitato a parlare Franco Frattini ma anche Eva Klotz Le conferenze spaziano senza preclusioni sul variegato mondo della politica locale. La storia del Circolo cittadino come tante altre di Bolzano, è stata controversa e dura, con alti e bassi, ma un po' alla volta il vecchio disegno ambizioso di realizzare qualcosa dì realmente valido ad alto respiro, tracciato da uomini apparentemente illusi, sembra essere diventato finalmente una simpatica realtà.


I PRESIDENTI

Luciano Miori
Guido Loew
Adalgiso Manfioletti
Ugo Lentini
Alfredo Bergamaschi
Alberto Pasquali
Giorgio Albarello
Sandro Palvarini
Luciano Tisot
Emiliano Carlet
Alberto Pasquali
Enrico Valentinelli

LUCIANO MIORI
Nato a Rovereto nel 1895, studiò a quelle Scuole Reali, fino a quando non ne fu allontanato per "troppo dimostrata italianità"; proseguì quindi gli studi a Novara. Volontario nell'esercito italiano combattè a Cortina e a Monte Cimone. Quale volontario e irredento trentino, per non rischiare la fine di Cesare Battisti fu inviato con le Truppe Ausiliarie Italiane in Francia (T.A.I.F.). A guerra conclusa operò a Trento presso il Comando del Governatorato prima Militare e poi Civile, ove operò per la restituzione delle terre espropriate dall'Austria-Ungheria alle famiglie italiane irredente. Smessa la divisa, si dedicò alla gestione dell'azienda agricola di famiglia in Vadena. Nel 1929 venne eletto deputato al Parlamento in rappresentanza degli agricoltori (era infatti, e lo fu fino al 1942, presidente dell'Unione Agricoltori della Provincia di Bolzano). Dal 15 marzo 1931 al 3 ottobre 1934 fu Podestà di Bolzano. Nel 1934 venne rieletto deputato e nel corso di questa XXIX Legislatura ricoprì la carica di Segretario alla Presidenza della Camera; venne per la terza volta rieletto nel 1939 ed anche in questa Legislatura (XXX) fu Segretario alla Camera dei Fasci e delle Corporazioni. Ricoprì a Bolzano cariche a carattere locale: presidente della Cattedra Ambulante d'Agricoltura, della Sezione Agraria del Consiglio Provinciale dell'Economia, dell'Istituto per le Case Popolari di Bolzano, del Museo Civico di Bolzano e della Cassa di Risparmio della Provincia di Bolzano, consigliere del Consorzio Agrario Provinciale, della Ferrovia del Renon e della Società Trentina di Elettricità. A carattere nazionale fu presidente della Federazione Nazionale Fascista delle Casse Mutue per gli Infortuni Agricoli, presidente dell'associazione nazionale allevatori animali da pelliccia e consigliere dell'Opera Nazionale Assistenza all'Italia Redenta. Fu inoltre socio fondatore del Consorzio Provinciale dei Vini Tipici e dell'Ente Magazzini Generali di Bolzano. Dopo il 1943 cessò qualsiasi attività politica e si dedicò completamente alla direzione della sua azienda agricola di Vadena. Nel 1950 fu tra i fondatori del Rotary di Bolzano e negli anni Sessanta della società che realizzò un impianto funiviario a Selva Val Gardena tuttora esistente (Ciampinoi). Morì ottantenne a Vadena nel 1975.

GUIDO LOEW
Medico radiologo con studio privato in Bolzano. Animatore del gioco del bridge.

ADALGISO MANFIOLETTI
Proveniente da Padova, venne a Bolzano come direttore amministrativo della società "Magnesio". E' stato presidente dei Maestri del lavoro e dell'associazione dei dirigenti industriali, nonchè dell'Istituto di previdenza dei dirigenti industriali. Membro eminente del Lions club.

UGO LENTINI
Nativo di Palermo, si è laureato con lode in ingegneria a quella università. Tornato a Bolzano (vi era stato per sette anni nella sua infanzia, al seguito del padre ingegnere delle Ferrovie) diviene collaboratore nello studio dell'ingegner Piombo. Dal loro studio (S.A.C.I.S.) escono progetti prestigiosi, come quelli della sede RAI, del liceo classico "Carducci"; alla zona industriale gli stabilimenti della "Magnesio" e delle "Acciaierie". Dopo 45 anni si è ritirato dal lavoro. E' socio del Rotary Club.

ALFREDO BERGAMASCHI
Licenza liceale al "classico" Carducci. Impiegato alla Cassa di Risparmio della Provincia di Bolzano, prosegue gli studi universitari presso l'Università di Parma, dove si laurea in economia e commercio. Alla Cassa di Risparmio sale i vari gradi da impiegato a funzionario e dirigente; per finire, all'età di 39 anni, con la nomina a vice direttore generale. In quel periodo fonda assieme ad Alberto Pasquali ed altri amici l'Associazione famiglie mistilingui, poi divenuta "Convivia" , di cui è stato presidente. A 53 anni lascia Bolzano e si trasferisce ad Asti dove assume la carica di direttore generale, consigliere di amministrazione e membro del comitato esecutivo della Cassa di Risparmio di Asti. Dopo dieci anni va in quiescenza ed entra nel consiglio di Meliorbanca S.p.A. a Milano, dove assume anche la funzione di amministratore delegato. Dal 1999 torna definitivamente in pensione, svolgendo ancora saltuaria attività di consulenza, essendo iscritto all'albo nazionale dei Revisori contabili. E' stato per vari anni presidente del Circolo Cittadino di Bolzano e più di recente presidente del Rotary Club, del quale fa parte dal 1978.
E' stato amministratore e sindaco in vari enti, società e istituti creditizi ed assicurativi ad Asti, Torino, Milano e Roma; fra questi: il Mediocredito del Piemonte, la società Assicuratrice "Eurovita", il Cedacri Ovest, l'Anert ( Associazione nazionale esattori e tesorieri), l'ACRI (Associazione delle Casse di Risparmio Italiane, di cui è stato membro della consulta tecnica) e la SART ( Società Artigiana riscossione tributi, di cui è stato amministratore delegato).
E' stato insignito: dell'onorificenza di commendatore al merito della Repubblica Italiana, della stella di maestro del lavoro e dell'onorificenza di commendatore del sovrano Militare Ordine di Malta.

ALBERTO PASQUALI
Nato a Bolzano nel 1937, si è laureato in giurisprudenza a Bologna ed è titolare con la sorella (senatrice Adriana) di uno studio legale, a suo tempo fondato dal padre. E' stato presidente del Circolo Universitario Cittadino nel 1961 e 1964, del Circolo Cittadino nel 1990 e nel 2004, del Rotary club di Bolzano nel 2001. Negli anni Ottanta ha fondato l'Associazione famiglie mistilingui, è stato segretario provinciale del partito liberale e del movimento "i liberali". Tre volte consigliere comunale (1985 - 1995 - 2000), è consigliere regionale dal 2006. E' stato nominato membro della Commissione dei Sei e dei Dodici nel 1994 e nel 1995.

GIORGIO ALBARELLO
Originario di Montagnana (Padova), è giunto a Bolzano, lasciando alle sue spalle il "Veneto selvaggio" ("ma che si trova - dice - nel territorio della Serenissima Repubblica di Venezia") subito dopo la laurea in giurisprudenza, acquisita nel settembre del 1961. Ha fatto le sue conoscenze bolzanine soprattutto attraverso il Circolo Universitario Cittadino. Avvocato, è titolare di uno studio legale.

SANDRO PALVARINI
Una famiglia di imprenditori mantovani giunti a Bolzano nella metà degli anni Trenta, fonda uno stabilimento per la produzione di detersivi alla zona industriale. Sandro, ultimo di tre figli, conclude il liceo a Merano, si laurea in scienze economiche a Bologna, nel frattempo l'impresa si estende a prodotti fitochimici, bitume ed altro. Sandro è tra i fondatori del Circolo Cittadino, quindi svolge la sua attività lavorativa fino al 1984 in seno all'Associazione degli Industriali e della Confidi, consorzio per la garanzia collettiva fidi fra le piccole medie industrie della provincia di Bolzano. Ha concluso la sua attività negli organi direttivi della Cassa di Risparmio, della fondazione della Casa di Risparmio e del Credito Fondiario. E' stato anche presidente del Circolo Universitario Cittadino (C.U.C.).

LUCIANO TISOT
Nato a Mezzolombardo (TN) nel 1944; laureato in giurisprudenza presso l'Università Statale di Milano nel febbraio 1968, una settimana prima della relativa occupazione. Presidente del Circolo del "glorioso" Liceo Classico "Carducci" di Bolzano negli anni 1962-1963. Presidente del Circolo Universitario Cittadino nell'anno 1967. Presidente fondatore della Round Table Bolzano-Bozen n.15 (anni 1970-1973) e, successivamente, membro del relativo Comitato Nazionale e Presidente Nazionale della Round Table Italia (anno 1984). Presidente della Società Bolzanina d'Equitazione, consigliere ed infine presidente del Circolo Cittadino. Notaio in Bolzano dal 1977. Dopodichè solo famiglia, che è l'associazione più importante

EMILIANO CARLET
Fondatore dello Studio Cieffe in Bolzano, dal 1966 si occupa di pubblicità e comunicazione d'impresa. Da allora ha legato il proprio nome alla crescita dell'economia altoatesina, sviluppando piani di marketing, di comunicazione integrata e campagne pubblicitarie nazionali e internazionali a favore di importanti aziende private ed enti pubblici regionali, ma anche delle vicine province trivenete.
Tra le sue più significative realizzazioni sono da citare i lanci di Jägermeister e AAA Accumulatori Alto Adige, molte campagne pubblicitarie per Miele, Silvy Tricot, Gispa, Zonin Vini, Rotari Spumanti, Turismo Alto Adige, Terme di Comano, Pompadour Tè, funivia Malcesine-Monte Baldo, Lange e altre.
Ad ultimo, è giusto ricordare il progetto e la realizzazione del mercatino di Natale di Bolzano nonché la promozione di tutti quelli dell'Alto Adige, operazione che ha portato alla creazione di una nuova ed importante stagione turistica.

ENRICO VALENTINELLI
Trentino di nascita, altoatesino di adozione. In qualita'di perito industriale inizia la sua attivita' nel settore tecnico presso i laboratori centrali FIAT di Torino e nel contempo, quale lavoratore-studente, frequenta lezioni presso la Facolta' di Scienze Politiche.
Dal 1974 trasferito alla Lancia Veicoli Speciali di Bolzano e preposto alla gestione delle Relazioni Industriali e, successivamente, Dirigente/ Procuratore delle Risorse Umane.
Dall'inizio degli anni Ottanta si aggiunge (nella stessa azienda nel frattempo diventata IVECO) la responsabilita' delle Relazioni Esterne con conseguenti incarichi di rappresentanza nel contesto associativo-imprenditoriale ed istituzionale a livello provinciale, regionale e nazionale. Attualmente pensionato. Membro degli organi direttivi di Assoimprenditori Alto Adige,Vice Presidente della Cassa di Risparmio spa di Bolzano e Presidente o Amministratore di Enti o Associazioni riferentisi ad attivita' di formazione, ricerca, cultura e sport.


QUALCHE RICORDO (scrivono alcuni Presidenti).

UGO LENTINI:
I miei primi ricordi sono lontanissimi, perchè risalgono addirittura al "Circolo Unione Savoia", dell'anteguerra, che può essere considerato il padre del nostro "Cittadino". Si trovava nell'odierna piazza Walther, allora piazza Vittorio Emanuele III, e i miei genitori lo frequentavano, spesso mi portavano appresso. Ne erano soci cittadini di lingua italiana e tedesca, senza problemi di lingua e di etnia. C'erano feste, ed ad una di queste venne da Palermo anche mia sorella Mirella, che voleva vedere le Dolomiti. Ballando ballando conobbe il giovane ingegner Piombo: colpo di fulmine e i due dopo qualche mese si sposarono. Del periodo di mia presidenza a villa Boscoverde ricordo lunghe partite di bridge e belle serate eleganti. Era, allora, un circolo ristretto, limitato ai soci e agli amici. Poi vennero i giovani, Alberto Pasquali in particolare, e quello che era un club riservato accentuò la sua funzione culturale e si aprì alla cittadinanza.

ALBERTO PASQUALI:
I miei primi ricordi del Circolo Cittadino risalgono al 1958. Avevo 20 anni e mio padre mi riferì di essere stato coinvolto nella fondazione di questa nuova associazione, che avrebbe avuto una sede prestigiosa a Villa Boscoverde, in una villa di proprietà della principessina Maria Beatrice di Savoia. Era una villa bellissima, ci si accedeva attraverso un parco. al primo piano c'era un salone adatto a feste, conferenze e cerimonie, al secondo piano c'era un bar con biliardo e sala da gioco, il tutto in un'atmosfera da casa principesca. Iniziai a frequentare il Circolo negli anni 1963-64-65, quando fu stipulata una convenzione con il Circolo Universitario Cittadino, nel quale avevo una funzione direttiva, che allora era all'apice della sua storia e che organizzava feste e manifestazioni
culturali di successo. Nel 1966 l'allora presidente on. Luciano Miori propose a me ed all'amico Gigi Marastoni di entrare nel consiglio direttivo: si facevano sedute molto solenni (quantomeno, tali sembravano a noi, giovani professionisti) e si usavano ancora le palline bianche e nere per l'ammissione dei soci. Mi pare, ma non ne sono più del tutto sicuro, che per l'ammissione di un nuovo socio occorresse l'unanimità dei consiglieri. Iniziai così ad operare all'interno del Circolo Cittadino. Ma dei miei ricordi successivi, tantissimi (sono stato presidente due volte), ho preferito lasciare traccia nella storia che ho scritto per le pagine iniziali di questa memoria celebrativa.

GIORGIO ALBARELLO:
Le mie radici bolzanine sono incominciate con il Circolo universitario, il Circolo cittadino è venuto dopo e ne è stato quasi la logica conseguenza. Ricordo che al mio arrivo qui, avevo un accento veneto talmente accentuato, che Sergio Modesto - il noto caratterista che collaborava alla RAI - lo studiava per poter poi dar vita alle sue macchiette. Sono comunque arrivato da privilegiato, perchè disponevo da parte di mio fratello del prestito di una Fiat 500 giardinetta (con strutture in legno) scassatissima ma funzionante. Non mi mancavano pertanto le fidanzate, che portavo nella sede del C.U.C. per turbinosi incontri. Potevo inoltre contornarmi di amici che portavo all'Alpe di Siusi a sciare, come quella volta che ci andammo in cinque o sei macchine: nevicò, io ero l'ultimo del gruppo, logicamente senza catene, e così sulla via del rientro scivolai a ridosso delle altre vetture che s'erano fermate per metterle. Fu un'ecatombe. Dal C.U.C. al Circolo cittadino il passo è stato breve, grazie soprattutto all'amico Pasquali, e così un giorno mi sono trovato anche a fare il presidente. Il Circolo cittadino? E' una realtà alla quale credo fermamente, e spesso collaboro ancora, contribuendo con idee, promuovendo manifestazioni.

ALFREDO BERGAMASCHI
Sono stato presidente del Circolo sul finire degli anni Ottanta, avendo preso l'eredità presidenziale dall'amico ing. Lentini ed allora la sede era in via della Mostra, al primo piano di Palazzo Campofranco. L' attività del Circolo in quel periodo languiva un pò e Alberto Pasquali, allora vice presidente, mi propose di interessarmi ad un rilancio maggiormente rivolto alla cittadinanza. Il consiglio direttivo era stato largamente rinnovato, con l' entrata di molti soci giovani; con loro abbiamo quindi avviato alcune manifestazioni, con conferenzieri di buon livello, ed abbiamo aperto un proficuo contatto con altri club, per attività collegate. Ricordo che ai primi dell'88 abbiamo ospitato il decennale della FIDAPA, con una mostra delle socie artiste ed una festa commemorativa. Successivamente, come evento straordinario, abbiamo organizzato in piazza Walther, alla fine dell'estate,una grande festa per la cittadinanza, che è accorsa numerosa e per una serata ha riempito l'intera piazza: orchestre, intrattenimenti e balletti sono andati avanti fino a tardi, con buon successo, grazie anche alle demenziali battute ed imitazioni del comico Braccardi , allora sulla cresta dell'onda a livello nazionale.
In quell' anno la proprietaria del palazzo Campofranco non ci aveva rinnovato il contratto di affitto Così il mio impegno maggiore, si è concentrato nel tenere, assieme ad Alberto e a tutti i membri del consiglio, i contatti con le autorità locali e provinciali, al fine di arrivare ad una adeguata soluzione del problema della sede. Reiterati incontri con il Sindaco di Bolzano e l'assessore provinciale Ferretti ci hanno finalmente aperto la strada verso la "taverna municipale"che però era tutta da ristrutturare, per adeguarla alle esigenze del Circolo. Un grosso impegno condotto felicemente in porto grazie all' interessamento di tutti, ma particolarmente grazie all'eccezionale attivismo di Alberto e alla passione e alla competenza dell'amico Valer, che faceva parte del consiglio e che si è sobbarcato il peso maggiore dell' intera realizzazione. Al tutto si aggiungeva un non indifferente problema economico e finanziario, da risolvere per affrontare i costi che si prospettavano in varie centinaia di milioni. Così ricordo che, oltre ai risparmi sociali e alla modesta contribuzione aggiuntiva dei soci, il consiglio direttivo ha dovuto sottoscrivere, presso una banca locale, una fideiussione solidale di ben 410 milioni (poi trasformata in garanzia pro quota ) per coprire l'apertura di credito concessa per fare fronte alle spese, in attesa degli interventi parziali promessi da vari enti locali (la Provincia grazie all'assessore Ferretti ci erogò ben 250 milioni).
Alla brillante festa inaugurale della nuova sede, ben pochi si resero conto dell' entità dello sforzo sostenuto dal nostro consiglio. Ma la nuova sede ha consentito l' avvio di una ben più ampia ed interessante attività del Circolo, a beneficio dei soci e della cittadinanza.

LUCIANO TISOT:
I più bei ricordi (ovviamente) sono quelli giovanili, legati ai "Tè danzanti" a Villa Boscoverde, grandiosa e generosa opportunità offerta agli studenti bolzanini, che, altrimenti, non avrebbero avuto altre possibilità di divertimento. Nel mio periodo di presidenza è stato celebrato il 40° anniversario del Circolo, con la gradita presenza delle maggiori autorità e di tantissimi soci. Ampia ed intensa l'attività culturale con numerosi incontri dedicati all'attualità economica e politica, il tutto aperto alla cittadinanza. Numerosi i momenti ludici e di intrattenimento, con serate di musica, feste da ballo, veglioni di Carnevale e di Capodanno e....curve da stadio per i Campionati mondiali di calcio, che abbiamo proiettato nella nostra sede, su grande schermo. Abbastanza presenti i giovani, anche se non di età inferiore ai 40 anni.

EMILIANO CARLET:
"Incontrarci, conoscerci, stare bene insieme": come socio, consigliere e presidente del Circolo Cittadino di Bolzano ho orientato da sempre il mio impegno a questi tre semplici obiettivi, nella convinzione che questa visione, opportunamente adeguata alle reali aspettative delle "nuove forze attive della città" sia il più solido punto di riferimento per guardare avanti.
Penso infatti che la cultura dell'incontro e della reciproca conoscenza, vissuta all'interno come fattore di consapevolezza del nostro ruolo e promossa verso l'esterno come momento di superamento delle differenze che troppo spesso ci dividono, sia nelle aspettative dei nostri soci e di tutta la cittadinanza.
Tutto ciò si potrà realizzare proseguendo con determinazione su un percorso motivazionale già in atto, evitando le molte divagazioni che a volte ci rallentano il passo verso gli obiettivi più importanti e stimolando un ampio, auspicabile e costruttivo contributo in idee "innovative" da parte dei nostri giovani.
La nostra sede è una struttura prestigiosa che merita di ospitare occasioni di incontro ed intrattenimento di grande qualità, riservate ai soci o alla cittadinanza tutta, ma sempre posizionate in un'area di valori diversi da quelli delle tante associazioni culturali "generaliste" che operano in città e provincia.
Principio ispiratore ed obiettivo finale delle nostre attività sociali dovrà essere il far crescere ancor più l'immagine del Circolo Cittadino nei pensieri delle istituzioni pubbliche, del mondo della cultura, degli opinion leader e dei cittadini, stimolando un confronto continuo sui grandi temi e problemi della nostra città, al fine di conoscere gli orientamenti ed i progetti dei protagonisti del suo sviluppo.
Dovremo anche migliorare il coinvolgimento delle categorie economiche, realtà di cui tanto si parla, ma che spesso sono molto lontane dai pensieri della gente.
Dovremo infine andare avanti nel programma: "incontri con i grandi testimoni del nostro tempo", una delle iniziative che più ci hanno caratterizzato in modo esclusivo e portato tanti consensi.
Penso che queste visioni possano ispirare tanti altri progetti piacevoli, come il ritrovarci al Circolo per un tranquillo aperitivo serale e conseguente scambio di pensieri.

GLI INSIGNITI DEL RICONOSCIMENTO "il Cittadino":
Dal 2004 viene assegnato annualmente un riconoscimento (piatto d’argento o targa) ai cittadini di Bolzano che si siano distinti per la loro attività, rendendosi meritevoli ni confronti della cittadinanza e del buon nome di Bolzano.
Essi sono:
2004 Giorgio Cagnotto, ex tuffatore di fama mondiale e direttore della prestigiosa scuola tuffistica bolzanina
2005 Giangiacomo Guelfi, baritono di vasta fama
2006 Michele Lettieri, progettista della trasformazione del greto del Talvera in un vasto parco
2007 Guido Ferrari, comandante dei VVFF e soccorritore nell’emergenza del disastro di Stava
2009 Giorgio Dobrilla, primario gastroenterologo, pubblicista e scrittore
2010 Ezio Zermiani, ex telecronista RAI
2011 Gaetano Gambara, fondatore dell’Università Popolare delle Alpi Dolomitiche (UPAD)
2012 Marco Bernardi, direttore artistico dal 1980 del Teatro Stabile di Bolzano


PERSONAGGI EMINENTI INTERVENUTI AL "CIRCOLO CITTADINO" IN MANIFESTAZIONI PUBBLICHE:

sen. Giulio Andreotti, Erich Abram, Sabino Acquaviva, Piero Angela, Marco Bernardi, Gemma Bertagnolli, Enzo Biagi, Marino Biondi, on. Alfredo Biondi, Stefano Bizzotto, Giorgio Bocca, Walter Bonatti, Achille Bonita Oliva, Isabella Bossi Fedrigotti, Enzo Braschi, Tinto Brass, Gianni Brera, Francesco Bruno, on. Daniele Capezzone, Andrea Castelli, Silvio Ceccato, Mario Cervi, Sandro Ciotti, Gherardo Colombo, Antonio Craxi, p.Carlo Cremona, Luciano de Crescenzo, Diego della Palma, Raffaele Della Valle, Fabrizio Del Noce, Piero D'Orazio, Luis Durnwalder, Maria Falcone, Franca Faldini, Nuccio Fava, Maurizio Ferrini, Franco Frattini, Maurizio Fondriest, Paola Gassmann, Silvio Garattini, Arrigo Gattai, Roberto Gervaso, Luca Goldoni, Lilli Gruber, Giangiacomo Guelfi, Massimo Inardi, Alexander Langer, Marina Lante della Rovere, Rolly Marchi, Carlo Marchi, Giuseppe Marrazzo, Marta Marzotto, Glauco Mauri, p.Antonio Mazzuccato, Beppe Merlo, Francesco Moser, Gianni Motta, Romano Mussolini, Carlo Nordio, conte Giovanni Nuvoletti, Leoluca Orlando, Arturo Osio, Ugo Pagliai, Yiri Pelikan, Folco Quilici, on.Mario Raffaelli, Ilaria Rattazzi, Resi Riedl, Mario Rigoni Stern, on.Carlo Ripa di Meana, Fabio Roiter, Antonio Salines, on.Giacomo Santini, Paolo Scandaletti, Carlo Sgorlon, Umberto Smaila, Lina Sotis, Fabio Testi, Chiara Tonelli, Enzo Tortora, Uto Ughi, Pierluigi Vigna, Karl Unterkircher , Peter van Wood, Italo Zilioli, Josef Zoderer.

ALTRI PERSONAGGI DI RILIEVO NAZIONALE CHE NEGLI ANNI SONO STATI OSPITI DEL "CIRCOLO":

on. Sandro Pertini (presidente della Repubblica), Andrea Angeli, Lello Arena, Antonella Bellutti, Arturo Benedetti Michelangeli, Giulio Bosetti, Franco Branciaroli, on.Giancarlo Bressa, Edy Campagnoli, Giorgio Cagnotto, Tania Cagnotto, Red Canzian, Walter Chiari, Edoardo Costa, Giobbe Covatta, Luigi De Filippo, Tullio De Piscopo, Rudy Giovannini, Giorgio Gaber, bar.Philip Hohenbühl, Maria Angela Melato, Patrizia Milani, Milva, Ave Ninchi, Alighiero Noschese, Umberto Orsini, Corrado Pagni, Eros Pagni, sen.Adriana Pasquali, sen.Oscar Peterlini, principessa Doris Pignatelli. Antonio Salines, principe Emanuele Filiberto di Savoia, Giancarlo Sbragia, Ragmild Segantini, Carlo Simoni, sen.Giovanni Spadolini, sen.Helga Thaler Ausserhofer, conte Johannes Trapp, Luigi Vannucchi.



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